BAKELILI
Utente: bakelite

bakelili

WHY THIS?
Ho chiuso la casa di famiglia. Dentro c’erano solo cose. Tante. Oggetti della consuetudine, minimalia, e soprattutto collezioni costruite con passione nel corso di decenni. Arte sacra, cose pop, chine, olii, oggetti in bachelite, cartoline, filatelia, autori sardi.
Portare tutto con me avrebbe soffocato gli occhi e non solo.
Dunque ho messo in circolo gli oggetti: li ho spediti in giro per il mondo, per continuare a farli vivere. Lascio metaforicamente il fuoco acceso nella casa che ho passato ad altri, i tizzoni li ho distribuiti in giro. Fateli ardere.
Per questo siamo qui, per mettere in circolo. Per metterci in circolo.

BAKELILI
Sono nata a Cagliari nel settembre del 1966. Oggi vivo in un quartiere chiamato Isola.
Nel frattempo ci sono stati mare, orbace e mussola, Radiofonia, trasferte in squadra sul pullmino, Su Riu, pugni in faccia senza preavviso, tavole da surf, Maryland, ramponi per il ghiaccio, uova di riccio di mare, Grenoble, le lezioni di Calvino, le chiusure a Radiopop, Miki e Franci, i tre esami di teologia, le uscite in battello nella Chesapeake Bay.
Da tempo lavoro a una personale Carta de Logu, che Eleonora mi perdoni.
Sono rigattiera nell'animo.
Ma negli ultimi tempi non accumulo più: ho iniziato a lavorare per sottrazione. Più facile con le persone, meno con le parole.



Acknowledgments


A Franca,
che ha vissuto il fascismo. Mi ha insegnato il peso e la leggerezza delle parole e la libertà di poter andar via. Irraggiungibile.


A Ignazio,
forte e limpido come l’ossidiana. Duttile e tenero come un padre. Amava, ricambiato, le persone, su tutto i suoi ragazzi a scuola. Nella querelle tra Buttafuoco e Sorgi sulla vera pasta con le sarde, si è schierato con quest’ultimo: bianca.


A Roberto,
cuore granata, voce che ancora risuona dentro. Ha sempre guardato fisso dentro l’obiettivo. Ho con me i suoi disegni e il sibilo dei suoi passanti rovesci. Elegantissimi. Imprendibili.



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1. un buono illimitato da spendere qui.
2. a cena con Tim.
3. la fattoria con granaio annesso nel Dorset - teatro di The writing game by D. Lodge.



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sei come inchiostro sulle dita
domenica, 08 novembre 2009

Non ringrazieremo mai abbastanza di vivere in tempi in cui sia possibile poter accendere il pc e spigolare qua e là.

Perché siccome ormai anche tra i media mainstream ogni petalo si finge di essere una rosa, riusciamo invece a capire, ascoltando i brusii della rete, cosa ci sia dietro i proclami.

E leggere analisi semplici, chiare, che rimettono le cosine al loro posto.

 


bakelite | 10:54 | orwell, opinione pubblica, pecunia, diritto di cronaca [ commenti ? ]




cronache pandemiche
sabato, 07 novembre 2009

Quartiere-satellite di Milano, centro di igiene pubblica, unico aperto nel pomeriggio di qualche giorno fa.
Folla che preme allo sportello informazioni per vaccini.
Una signora assertiva, cappottino in cammello, vocabolario superiore ai 1500 lemmi, messinpiega apposto, spinge sul vetro come se volesse infilarsi nel foro quindici centimetri per otto, stile barbamamma:

- "ma io ho la mia nipotina con l'influenza, e quindi dovete vaccinarmi!"

- "signora, diamo la precedenza alle categorie a rischio. Lei non rientra in queste, mi spiace."

- "ma la mia nipotina abita lontano, con i suoi genitori. E lei mi sta dicendo che non posso andare a trovarla, perché non mi vuole vaccinare??? Gentaglia..."


bakelite | 12:08 | opinione pubblica, luoghi molto comuni [ commenti ? ]




understand how audience is evolving
venerdì, 16 ottobre 2009

"Sometimes the only way to understand how your audience is evolving is to roll up your sleeves and get involved".
Jon Gisby, uno dei dirigenti di Channel4, nel commentare l'accordo tra l'emittente tv inglese e YouTube, siglato ieri.

Stacco.

Italia, Rai.

bakelite | 22:58 | opinione pubblica, tivù, tube, diritto di cronaca [ commenti ? ]




homo ceccarellius
domenica, 11 ottobre 2009

prenderemo Filippo Ceccarelli come una metonimia. Lo leggiamo e lo seguiamo, abbiamo gustato, gradito e digerito il suo Lo stomaco della repubblica. Certo, è di lui, che parliamo. Ma non è (solo) lui. Ci torna utile per mostrare ciò che vogliamo umilmente dire.

Era il 17 aprile 2008. Il suo pezzo sulle galanterie del sig. B, ancora lontani dai nessi evidenti tra compiacimento del premier e sicura candidatura nelle liste alle elezioni, ci disgustò abbastanza. Tanto da farci scrivere, a un collega di stanza nella Capitale, il seguente messaggio mail:

----------------------------------------------------------------------
Da:
A:
Inviato: giovedì 17 aprile 2008 16.13
subj: Caduta di stile. Del berlusca? No, di ceccarelli

 ma...
 
...ma Filippo Ceccarelli si è bevuto il cervello?
A pag. 15 de La Repubblica di oggi teorizza il cattivo gusto verso il genere femminile di Berlusconi solo perché passa da "attenzioni squisite (!!!) e anche coraggiosamente (!!!) démodées come il baciamano, il mazzo di fiori, il complimento giusto al momento giusto, la sonatina al pianoforte, la canzone francese e napoletana, la collana, il braccialetto, gli orecchini (tengo a stento i conati)…a un altro registro (ma va? E io che mi aspettavo invece i saggi della Woolf e di Simone Veil) a base di gambe, seni e ombelichi….il pizzicotto, la pacca sul sedere. Tutti atteggiamenti che denotano una vitalità pazzesca (e questo sarebbe essere vitali? E per essere ritenuto vecchio bavoso cosa devi fare, zompettare avvolto solo da un impermeabile da un angolo all'altro della bassa Brianza, a spaventare le vecchine?).
Per poi concludere: Come dire, un po' forzando, che il Cavaliere, oltre che conclamato conquistatore ultrasettantenne (eritema cutaneo in arrivo...), è anche un po' donna (...chiudo La Repubblica).
 
Bene, il Berlusca, il suo cattivo gusto, la sua visione delle donne - rigorosamente oggetto, (a turno, sessuale, di accondiscendenza, destinatarie di gioielli e canzoncine, mai alla pari per un qualsiasi confronto - anche solo sulla meteorologia o sull'economia domestica, mica sulla ricerca sulle staminali!) ce lo dobbiamo tenere. Ma i parametri di Ceccarelli su cosa sia squisito per le donne e su cosa no suonano un tantino dernier siècle, per dirlo da signore.
 
Vediamo, cosa potrebbe essere squisito per le donne, oggi? Direi l'ossigeno. Aprire le finestre e lasciare entrare un po' di maestrale.
Il nuovo millennio è iniziato da otto anni.
 Saluti
-------------------------------------------------------------------


Oggi (anzi, su la Republica dell'altro ieri) Ceccarelli torna sul tema, con tutt'altra enfasi, pur citando una certa indulgenza nel passato nei confronti delle carinerie di Mr B.

Noi crediamo più al Ceccarelli dell'aprile 2008. Nel senso che quel Ceccarelli è il Paese reale.
E' il Paese reale paternalista che crede che le donne debbano sempre essere difese e protette. "Chieda scusa!!!", dicono gli esponenti del Pd a Mr B. dopo la telefonata in diretta a Porta a Porta con la storica frase a Rosy Bindi. Scusarsi di cosa? L'onorevole Bindi è, è stata, e sarà capacissima di difendersi da sola, come ha ben dimostrato in diretta tivù, con un tempismo e una capacità di sintesi della weltanschauung berlusconiana: "Non sono una donna a sua disposizione". Tutta l'enfasi del dibattito che ne è seguito, anche giustamente, era incardinato sul fatto che Rosy Bindi fosse donna. Bella o brutta. Macchissenenfrega. E' a sua disposizione la chiave del tutto.
Di questo, parliamo. Dell'essere a disposizione, controllabili, manovrabili. Di rapporti di potere. Certo, nei rapporti tra generi, il potere si esplica e si esercita. E Mr B voleva ricondurre a un rapporto tra generi - io uomo, tu donna - la dialettica in corso tra lui e Rosy Bindi. Io non ti voglio sedurre e te lo dico, è stato il pensiero di Mr B. Ovviamente non solo a Rosy Bindi non interessa essere sedotta da Mr B, ma il suo incarnare la politica (nel segno di Tina Anselmi, la sua mentore) è di per sé un'attestazione di antiberlusconismo.

Quindi. Non è di rispetto delle donne che si deve parlare. E' di rispetto e basta. Invocare la delicatezza per le donne della politica è quanto di più maschilista, paternalista possa esserci.
Non mi importa che Mr B sia gentile con le donne. Poverette loro. Voglio un uomo delle istituzioni che rispetti la cosa pubblica.

Ceccarelli, il baciamano e la sonatina al panoforte, teneteveli per voi.

bakelite | 16:01 | opinione pubblica, cattivi maestri, femmes, luoghi molto comuni, etica abc [ commenti ? ]




è più elegante scriverlo o non scriverlo?
lunedì, 05 ottobre 2009

Due quotidiani. Uno italiano, La Stampa e uno francese, Le Monde. Pubblicano un inserto monografico. Sì, gli "speciali", i redazionali, publinformazione, le aziende informano, insomma, la pub.

La grafica è simile. L'inserto è assimilabile al resto del giornale.
Quello italiano ha la testata riprodotta integralmente e una foto a tutta pagina. Titolo: Indietro tutta, sfilano gli anni '80. Quello francese non riproduce la testata; titola: Les cahiers de la compétitivité.
                                                                                                                     
                                      
 
Epperò. A parte l'assenza della testata, sullo speciale francese colpisce la scritta, non a caratteri cubitali, ma ben leggibile, in alto: LA REDACTION DU MONDE N'A PAS PARTICIPE' A' LA REALISATION DE CE SUPPLEMENT.
 

Chi indovina se anche il supplemento de La Stampa recita una siffatta frase in una delle qualsiasi trentadue pagine vince un'elegante lente d'ingrandimento in tartaruga e un bigino sulle competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (sì, per pubblicità ingannevole, ma che pedanterie, insomma).

 
bakelite | 22:34 | moda e modi, pecunia [ commenti ? ]



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